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I fischi di Waspow

giovedì 12 agosto 2010

Grazie alla preziosa collaborazione di Daniela Caenaro, venerdi 6 agosto 2010, mi sono "raccontato" al Museo del Cogolo di Cismon del Grappa. Ho toccato vari argomenti. Argomenti imperniati sul mio libro e sulle mie attivita' artistiche. Ho parlato di libri gialli, di musica e di scacchi. Argomenti che, spero, non abbiano fatto annoiare il pubblico presente.

Dopo una prima lodevole presentazione di Daniela Caenaro ho avuto il privilegio di avere un' altra presentazione: quella dell'amico e chitarrista Franco Corda.

Mi spiace non poter pubblicare anche le belle parole sentite da Daniela, ma non ho avuto modo di registrarle.
Pubblico, invece, la presentazione di Franco Corda che mi ha fornito in file quanto detto.

Inutile dire che mi sento profondamente onorato di avere un amico che la pensa cosi' sul mio conto.

Grazie Daniela, grazie Franco. 

Presentazione di Raoul Bortolon tenuta da Franco Corda al museo del Cogolo in occasione della presentazione del libro: I fischi di Waspow.
Siamo qui per presentare la prima opera  letteraria di Raoul Bortolon : “i fischi di waspow”.
Siamo qui anche per presentare Raoul Bortolon, che ha scritto questa sua opera prima, nel campo della letteratura.
La precisazione “nel campo della letteratura”, in questo caso, e’ dovuta.
Pesarese di nascita, marinaio, portuale quindi, ma , essenzialmente bassanese, per cultura e origini, Raoul scrittore e’ sicuramente una delle sfaccettature di questo personaggio al quale l’accezione di poliedrico non deve sembrare esagerata.
Gia’ sottufficiale dell’ Arma dei Carabinieri., gia’ gestore e proprietario di uno dei locali storici della vita notturna e musicale bassanese (il blues bar), ottimo scacchista, musicista e front man di gruppi musicali che hanno fatto gioire amanti della musica italiana e rock in genere, tecnico informatico, compositore (ricordiamo qui il disco uscito alla fine dell’anno scorso), arrangiatore e produttore.
Una vita piena di tante cose e esperienze.
La parola che non si dovrebba usare per Raoul e’ “ex”.
Non e’ un ex scacchista, non ex musicista, non ex carabiniere.
Raoul e’ tutto questo. o compri il pacchetto intero o lascia perdere.
La definizione piu’ appropriata forse e’, non imprenditore di se stesso, ma artista di se stesso, ma artista di se stesso, nell’ accezione piu’ positiva del termine.
Curioso, intraprendente, casinaro quanto basta.
Serio nell’epplicazione delle sue idee, che, credetemi, sono molte, ha anche la capacita’ di coinvolgere le persone giuste nei suoi progetti che, anche se all’inizio  partono con un atto di fiducia, cammin facendo si rendono conto, sempre, di avere a che fare con una persona che sa il fatto suo, una persona preparata tecnicamente sul progetto che intende realizzare, che non si fermera’ fino alla conclusione e alla realizzazione dell’idea iniziale.
Questo da una grande carica a chi collabora con Raoul, fa uscire, o meglio, sprigionare energie che magari non si credeva di possedere (credetemi, ne parlo per esperienza diretta).
Ma…, ci ha soprpreso una volta di piu’.
I fischi di waspow e’ un qualcosa di suo, solo e solamente suo.
Ha coinvolto se stesso, ha tirato fuori, se non il meglio (ed e’ obbligatorio lasciare margini di miglioramento in un artista), tanta qualita’.
Si potrebbero analizzare le influenze letterarie che hanno indirizzato trama e racconto, contenuti e soluzioni.
Questo a mio parere sarebbe riduttivo.
Che sia il giallo scandinavo che si intravede in questo libro, che sia l’incalzante ritmo di scrittori anglosassoni che hanno fatto la storia del giallo, che sia la trama essenziale di molti gialli francesi.
Non e’ questo che dovrebbe essere preso come metro di paragone, seppur sostenuto in modo egregio dallo scritto di Raoul.
Il merito di questo libro e’, essenzialmente, che una volta iniziato viene voglia  di finirlo, di vedere come andra’ a finire.
E’ qui che viene fuori l’artista vincente.
Che sia musicista, scrittore, scacchista, gestore di locali, barista, investigatore, informatico.
L’importante e’ che, quando si ha a che fare con Raoul, si ha sempre voglia di vedere come andra’ a finire, ma cosa ancora piu’ importante, qundo si ha a che fare con un progetto partorito dalla mente (malata a volte dico io) di Raoul, il coivolgimento man mano diventa totale e si lavora come fosse un’opera propria, salvo poi accorgersi dei essere stati instradati, quasi manipolati positivamente in quello che nella sua idea iniziale era chiaro fin dal principio.

                        Franco Corda

 


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